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PROSEGUE IN RETE LA 'CACCIA ALLO SBIRRO'. POLITICI E SINDACALISTI FIRMANO APPELLO SHOCK

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Immagine articolo - italia domani

La definiscono 'vigilanza democratica'. Una vigilanza che si traduce nella schedatura, con foto, nomi, reparto di appartenenza e indirizzo dell'abitazione, di uomini delle forze dell'ordine definiti “sbirri infiltrati”.

Un'iniziativa al limite dell'eversivo iniziata due anni fa con l'apertura del sito 'Caccia allo sbirro'. Il procuratore di Bologna li definì “fatti di una gravità straordinaria”, sottolineando che “è evidente il contenuto intimidatorio e cercare di porvi dei correttivi è il nostro compito fondamentale”. Su questo presupposto, il 22 dicembre scorso sono stati rinviati a giudizio Angelo D’Arcangeli (membro della Direzione Nazionale del Partito dei CARC), Vincenzo Cinque (dirigente nazionale del Sindacato Lavoratori in Lotta), Romano Rosalba (dell’Associazione Solidarietà Proletaria) e Fabrizio Di Mauro, tutti residenti tra Milano e Napoli. La decisione è stata presa dal gup Alberto Gamberini durante l’udienza preliminare: a chiedere il rinvio a giudizio dei quattro è stato il pm Morena Plazzi, titolare dell’inchiesta in cui si ipotizzavano i reati di violazione della privacy e istigazione a delinquere. La prima udienza del processo è fissata per l’8 giugno.
Ma non è solo la vicenda giudiziaria ad avere rilievo. La 'caccia allo sbirro', infatti, prosegue sul web, nonostante i tentativi di oscuramento disposti dalla magistratura, attraverso siti mirror (che non indichiamo per non contribuire a diffonderli n.d.r.) e l'utilizzo del sistema TOR, un programma che permette di navigare anonimamente in rete per contribuire alle segnalazioni. Di più, promosso da una vasta area di soggetti della sinistra antagonista, sta circolando sul web un appello dal titolo “Estendere e rafforzare la vigilanza democratica”. Un appello che invita a “sostenere chi è inquisito perché difende le libertà democratiche, estendere e rafforzare la vigilanza democratica, realizzare la costituzione smascherare e denunciare i picchiatori, i provocatori e i loro mandanti, rendere noti i loro volti e i loro nomi, sbarrare la strada alla deriva reazionaria”.
In calce, le firme - arrivate quasi a quota 1200 - di esponenti della cultura, del mondo sindacale e della politica. Su tutte spicca quella di Aniello Formisano deputato Italia dei Valori e segretario regionale IdV Campania. Ma a sottoscrivere l'appello sono anche consiglieri comunali e regionali, come Ornella De Zordo, eletta a Firenze nella lista civica 'per Unaltracittà', Francesco Paolo Oreste, consigliere comunale Pd a Boscoreale, Salvatore Cristadore, assessore Idv allo sviluppo al Comune di Ercolano e il consigliere regionale campano del Pd Corrado Gabriele. Numerose anche le firme di sindacalisti (in particolare della Fiom) e di associazioni italiane e estere.
L'appello inizia con una premessa: “Nel nostro paese Berlusconi e tutta la destra più eversiva e criminale sta tentando di spazzare via quanto resta dei diritti e delle libertà democratiche sancite dalla Costituzione nata dalla Resistenza antifascista e di instaurare un regime autoritario che attui la linea dettata da Marchionne”. E prosegue sostenendo che “non basta gridare all’emergenza democratica, bisogna estendere e rafforzare la vigilanza democratica!”. Perché “una prima elementare forma di vigilanza democratica è denunciare, smascherare e rendere noti volti e nomi di quegli 'agenti provocatori pronti a tutto' che Kossiga indicava come strumentodella “ricetta democratica”. E si conclude con la protesta contro il processo a carico dei quattro esponenti rinviati a giudizio “accusati di aver promosso la vigilanza democratica e di aver collaborato a rendere noti volti di agenti di polizia attraverso la pubblicazione di foto sul sito “Caccia allo sbirro” realizzato dal (nuovo)Partito comunista italiano”.
Lo stesso partito che ha diffuso un comunicato attraverso il quale “addita alla riconoscenza e alla stima delle masse popolari il Partito dei CARC, l’Associazione Solidarietà Proletaria (ASP) e il Sindacato Lavoratori in Lotta (SLL) che sono in prima fila nel promuovere la mobilitazione contro il procedimento penale Caccia allo Sbirro!” e chiede “ai compagni personalmente perseguitati di comportarsi con onore, difendendo apertamente il diritto e il dovere di ogni persona onesta di contrastare la criminalità di Stato e negando ogni collaborazione ai magistrati e ai poliziotti della Repubblica Pontificia”. Nel sito del (nuovo) Partito Comunista viene poi ribadito l'appello a proseguire la “caccia allo sbirro”, con l'invito a “inviare nuove foto e i dati corrispondenti, a completare le foto già messe sul sito con i dati anagrafici, il ruolo, la zona operativa e l’indirizzo degli sbirri e dei loro servitori e collaboratori” e a “far circolare (con volantini, locandine, su Internet) nella zona operativa di ogni sbirro il materiale preso dal sito Caccia allo Sbirro che lo riguarda”.

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