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PACCHI BOMBA A ROMA, GLI ANARCHICI RIVENDICANO

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Immagine articolo - italia domani

Sono stati rivendicati dalla Federazione Anarchica Informale i pacchi bomba esplosi oggi nelle ambasciate di Cile e Svizzera. La rivendicazione era contenuta in una piccola scatola trovata accanto a uno dei feriti. Si tratterebbe della stessa sigla apparsa per la prima volta nel 2003, lanciando, l'operazione 'Santa Klaus' con una serie di pacchi bomba indirizzati all'allora presidente dell'Ue Romano Prodi, al presidente del Ppe, ad Europol ed Eurojust e che ha rivendicato in passato l'ordigno piazzato all'Università Bocconi di Milano e il pacco bomba al Cie di Gradisca d'Isonzo. Secondo le relazioni dei servizi segreti, il Fai "ha rappresentato negli ultimi anni la principale minaccia terroristica di matrice anarco-insurrezionalista a livello nazionale".
Quella anarchica, per il ministro dell'Interno Roberto Maroni, era apparsa immediatamente la pista da seguire per dare nome e volto ai mittenti dei pacchi bomba spediti nelle sedi diplomatiche della Capitale. "Seguiamo questa pista - aveva detto Maroni, a confermando i sospetti degli inquirenti della Procura di Roma -. Vari elementi ci inducono ha pensare - aveva aggiunto il titolare del Viminale - che questa sia la pista giusta. Si tratta di gruppi molto violenti presenti anche in Spagna e in Grecia e strettamente collegati tra loro".
Sono stati un pacco esplosivo recapitato presso l'ambasciata svizzera in via Barnaba Oriani intorno alle 12, un altro all'ambasciata cilena, e ancora un terzo sospetto, poi rivelatosi un falso allarme alla sede diplomatica dell'Ucraina, ad allertare le forze dell'Ordine e, di conseguenza, le sedi diplomatiche della Capitale. I due funzionari dell'ambasciata svizzera e cilena rimasti feriti dall'apertura dei pacchi bomba, uno svizzero di 53 anni e un italo cileno di circa 45, sono stati operati al Policlinico Umberto I, dove hanno subito interventi di parziale ricostruzione di arti e tessuti. A quanto si apprende da fonti sanitarie, il funzionario dell'ambasciata cilena, seppur non in pericolo di vita, avrebbe riportato danni piu' rilevanti. Oltre alle gravi lesioni riportate alla mano, l'uomo è stato infatti colpito dall'esplosione anche al torace e ad un occhio.
Anche nella sede diplomatica della Slovenia, nel pomeriggio, un plico sospetto e' stato consegnato agli artificieri ed esaminato, si è rivelato un falso allarme. Ma la preoccupazione resta alta, tanto che in queste ore sono stati innalzati i livelli di attenzione.

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