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'NDRANGHETA: ERGASTOLO E ASSOCIAZIONE MAFIOSA PER OMICIDIO FORTUGNO

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Immagine articolo - italia domani

La Procura generale di Reggio Calabria ha chiesto alla Corte d'Assise d'Appello la conferma dell'ergastolo per Alessandro e Giuseppe Marciano', ritenuti i mandanti dell'omicidio del vicepresidente del consiglio regionale Francesco Fortugno, avvenuto a Locri nel 2005. Fulvio Rizzo e Mario Andrigo inoltre hanno chiesto il riconoscimento dell'associazione mafiosa, con un'ulteriore condanna a nove anni di reclusione ciascuno.
I sostituti procuratori generali hanno chiesto per Vincenzo Cordi' la continuazione del reato di associazione mafiosa rispetto alla condanna passata in giudicato nel 2003, e una condanna complessiva a 18 anni di reclusione, innalzando quindi la pena di primo grado che era stata di 12 anni. Per tutti gli altri hanno chiesto invece la conferma delle condanne di primo grado: ergastolo per Salvatore Ritorto e Domenico Audino, otto anni per Carmelo Dessì, quattro anni per Antonio Dessì.
Fortugno Il 16 ottobre 2005 a Locri, nel giorno delle primarie dell'Unione, è stato ucciso all'interno del seggio da un killer a volto coperto legato alla 'Ndrangheta, con 5 colpi di pistola. Il 21 marzo 2006, dopo 5 mesi di indagini, sono stati arrestati i nove presunti colpevoli dell'omicidio. Si tratta di Vincenzo Cordì, 49 anni, Domenico Novella, 30, Antonio Dessì, 24 anni, Gaetano Mazzara, 42 anni, Salvatore Ritorto, 27 anni, Domenico Audino, 27 anni, Carmelo Crisalli, 26 anni, e Nicola Pitari, 27 anni, tutti di Locri. Ai primi quattro il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere. Per loro le accuse variano dall'associazione di tipo mafioso all'omicidio e alla rapina a mano armata. In particolare, Salvatore Ritorto è accusato di essere l'autore materiale dell'omicidio.
Il 21 giugno 2006 sono stati arrestati Alessandro e Giuseppe Marcianò, padre e figlio, rispettivamente caposala ed infermiere in un ospedale di Locri. Sono accusati di essere i mandanti dell'assassinio di Francesco Fortugno.
Lunedì 15 ottobre 2007 si suicida il collaboratore di giustizia Bruno Piccolo, uno dei due "pentiti" che hanno permesso di arrestare i presunti mandanti dell'assassinio.
Il 2 febbraio 2009 la sentenza di primo grado nel processo per la morte di Fortugno condanna all'ergastolo gli imputati ritenuti esecutori materiali: Alessandro e Giuseppe Marcianò, Salvatore Ritorto e Domenico Audino. La moglie del politico calabrese, Maria Grazia Laganà, chiede che le indagini vadano avanti, perché a suo avviso ci sarebbero fatti che devono ancora emergere.

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