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"I PM STRAVOLGONO LA COSTITUZIONE PER ELIMINARMI"

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Immagine articolo - italia domani

Il presidente del Consiglio interviene in prima persona il giorno dopo la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati sul 'caso Ruby'. Lo fa attraverso una nota nella quale attacca frontalmente i pm milanesi. "Mai, in diciassette anni di accanita persecuzione giudiziaria contro la mia persona - dichiara il premier - alcuni pubblici ministeri della Procura di Milano erano arrivati a stravolgere, in modo così inverosimile e grottesco, la realtà dei fatti, le garanzie costituzionali e lo Stato di diritto. Sono stati intercettati per mesi, in maniera sistematica - spiega - tutti coloro che hanno osato varcare il cancello della mia residenza privata di Arcore, come se essere ospiti del presidente del Consiglio costituisse di per sè un grave indizio di reato".
Poi, il premier osserva: "Nonostante un imponente apparato investigativo degno di ben altro tipo di indagine e avviato a dispetto di una palese incompetenza funzionale e territoriale, i pm milanesi alla fine hanno raccolto soltanto chiacchiere e conversazioni private senza alcuna rilevanza penale. Hanno ugualmente proceduto in spregio a ogni norma, a ogni codice, a un utilizzo equilibrato degli strumenti giudiziari, mettendo in atto perquisizioni e trattamenti inaccettabili nei confronti di persone considerate semplicemente 'a conoscenza dei fatti'".
Per Berlusconi "ci troviamo di fronte all'ennesimo teorema costruito appositamente per gettare fango sulla mia persona e sul mio ruolo istituzionale nel tentativo, illusorio, di eliminarmi dalla scena politica. Ma questa volta e' stato superato ogni limite. Il fango ricadrà su chi utilizza la giustizia come arma politica".
Infine, conclude: "Questa ulteriore macchinazione giudiziaria, per quanto possente e ampliata dal solito circuito mediatico, non riuscirà a fermarci e a distoglierci dal nostro impegno di cambiare il Paese. Anche questa volta non ce la faranno".

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