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HANNO DETTO NO ALL'ITALIA

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Frattini: "Non lasceremo niente di intentato per riportare Battisti in una prigione italiana"

Appena insediata, la presidente del Brasile Dilma Rousseff, per bocca del ministro della Giustizia Cardozo, definisce "corretta" la decisione di Lula di negare l'estradizione al terrorista Cesare Battisti.
Il nuovo corso politico brasiliano, in merito alla posizione di Cesare Battisti, ricalca, dunque, la mossa di Lula e inasprisce ulteriormente i rapporti tra i due Paesi. "La nostra è una decisione sovrana - ha dichiarato il neo Guardasigilli Cardozo - Non credo che possa compromettere i nostri rapporti di profonda amicizia con l'Italia. Gli italiani - sottolinea - sono nostri fratelli. Non c'è alcuna ragione per la quale la decisione di Lula possa essere contestata dal punto di vista della sua validità giuridica".
Già secondo una nota del governo brasiliano uscente la decisione di Lula non rappresenta un affronto verso un altro Paese "nel momento in cui si creano situazioni particolari che possono generare rischi per la persona, nonostante il carattere democratico dei due Stati". Il governo brasiliano esprime "stupore" per la reazione italiana. Il ministro degli Esteri brasiliano Celso Amorim ha detto di non ritenere che il presidente Lula si mettera' in contatto con le autorita' italiane. A una domanda se considera che le decisioni di Brasilia su Battisti possano pregiudicare i rapporti con l' Italia, Amorim ha risposto 'non credo'. Amorim ha incontrato la stampa leggendo la nota del governo nella sede della presidenza della Repubblica.
La partita tuttavia non e' finita. Il ministero della Giustizia brasiliano dovra' chiedere al Tribunale Supremo dell'Unione di scarcerare Battisti. La decisione dell'alta corte, tuttavia si fara' attendere. Il presidente del Supremo, Cezar Peluso, ha in effetti gia' fatto capire che per decidere aspettera' la fine delle ferie di febbraio.
L'Italia, inoltre, potrà presentare un nuovo ricorso. La prima volta Roma ottenne ragione da parte della stessa Corte Suprema, e adesso potrebbe sostenere che è stato violato il trattato di estradizione tra i due paesi.
Chiara la posizione del ministro degli Esteri Frattini: "Non lasceremo niente di intentato per riportare Battisti in una prigione italiana, non ci fermeremo di fronte a nessuna difficoltà". E su Battisti: "Il male che lui ha fatto alle vittime come terrorista - ribadisce il titolare della Farnesina - non può essere cancellato". Per questo il governo italiano agirà "insieme al tribunale supremo del Brasile, a cui ci rivolgeremo per chiedere che la decisone di Lula sia cancellata. Ma non siamo soli. Abbiamo una mobilitazione anche di opinione pubblica brasiliana che credo ci aiuterà.
La Farnesina ha già bloccato la ratifica della partnership militare 2, un accordo da cinque miliardi per la fornitura a Brasilia di navi, missili e radar. E ha annunciato l'intenzione di ricorrere alla Corte internazionale di giustizia dell'Aja.

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