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FIAMME NELLA MASSERIA DEL GIUDICE CLEMENTINA FORLEO

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Immagine articolo - italia domani

Un incendio ha danneggiato gravemente la villa del magistrato, sulla strada tra Francavilla Fontana (Br) e Sava (Ta). Il rogo è divampato la scorsa notte, intorno all'una, e sul posto sono intervenute quattro squadre dei Vigili del Fuoco.

Accertamenti sono in corso sulle cause dell'incendio. La villa da due anni era stata data il locazione a un imprenditore agricolo di Manduria (Ta), che sempre la scorsa notte ha subito l'incendio della sua azienda, a Manduria. Nel corso delle ore agli investigatori è apparso chiaro che si tratta di un attentato, probabilmente legato al racket delle estorsioni. Vero obiettivo degli attentatori sarebbero i due mezzadri a cui la masseria era stata affidata in gestione da ormai due anni. Nelle stesse ore infatti, è stata data alle fiamme un’altra azienda agricola nell’agro di Manduria, in provincia di Taranto, affidata agli stessi gestori. Si tratta di Angelo Antonio Martella e Giuseppe Furio, entrambi ex dipendenti della masseria in contrada Visciglie, già da quando erano in vita i genitori del giudice, Gaspare Forleo e Stella Bungaro, morti in un incidente stradale sulla stessa provinciale il 25 agosto 2005.
Clementina Forleo è oggi in servizio a Cremona a seguito di un trasferimento per incompatibillità ambientale disposto dal plenum del Csm quando era gip presso il tribunale di Milano. La decisione di allontanare Forleo da Milano era stata legata soprattutto alle dichiarazioni fatte dal giudice del indagini preliminari alla stampa in televisione su poteri forti che avrebbero interferito nella sua attività giurisdizionale, nell’inchiesta sulla scalata di Unipol alla Banca nazionale del lavoro. Fece scalpore la sua decisione di rinunciare alla scorta garantita dai carabinieri in seguito a notizie definite dal magistrato "alterate ad arte e non corrispondenti al vero" sulla denuncia da lei presentata ai carabinieri di Via Moscova, a Milano.
Ai militari la Forleo aveva riferito nomi (anche di magistrati, prefetti e appartenenti alle forze dell' ordine), fatti e circostanze sospette su minacce e intimidazioni ricevute. Nove pagine di verbale dopo che le era arrivato un proiettile calibro 38 scarico con la frase "la prossima volta sarà reale".
Nel verbale era anche contenuto un resoconto delle pressioni a suo giudizio arrivate anche da personaggi istituzionali in coincidenza del suo impegno come giudice nell' inchiesta sulle scalate.

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