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CIMICI E SCRITTE CONTRO BOSSI: LEGA NEL MIRINO

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Immagine articolo - italia domani

La Procura di Roma ha aperto oggi un fascicolo sul caso delle cimici trovate nell'ufficio e nella abitazione del leader della Lega Umberto Bossi.
A dare notizia del ritrovamento dei dispositivi è stato lo stesso leader leghista parlando con la stampa a Ponte di Legno. Le cimici sarebbero state rinvenute un paio di mesi fa nell'ufficio di Bossi nella sede del ministero delle Riforme in largo Chigi e altre nell'appartamento dove risiede a Roma vicino Porta Pia. "La mia segretaria al ministero - ha raccontato Bossi - si è accorta che troppa gente sapeva cose che avevo detto solo a lei. Ha avuto un sospetto e ha deciso di chiamare una società privata per fare la bonifica. Abbiamo deciso di chiamare i privati - ha spiegato Bossi - perché non volevo fare casino: io sono uno che tende a minimizzare". "Però - ha poi spiegato - abbiamo avvisato Maroni", pur senza sporgere denuncia.
Lega al centro dell'attenzione anche per un episodio avvenuto la notte scorsa nella sede del partito di Sant'Omobono Terme, nel bergamasco.
Due scritte di piccole dimensioni, una delle quali in dialetto bergamasco, con offese al leader del Carroccio, sono comparse la notte scorsa sul muro e su un vetro dell'edificio. Si tratta, a quanto si e' saputo, di scritte tracciate frettolosamente con una bomboletta spray contenente vernice azzurra e prive di rivendicazione. "Sono l'ennesimo atto vigliacco messo a segno da chi vorrebbe fermare la Lega Nord e il federalismo", ha dichiarato in una nota la vicepresidente dei deputati della Lega Nord alla Camera, e deputato bergamasco, Carolina Lussana. "Da quando siamo al Governo stiamo portando avanti riforme importanti per il paese e per questo diamo fastidio ai tanti che vorrebbero che il nostro Paese continuasse a vivere di assistenzialismo e clientelarismo - ha aggiunto Lussana - Questi tipi di intimidazione, come abbiamo già detto dopo gli atti vandalici avvenuti a Gemonio la settimana scorsa non ci fermeranno. Noi proseguiamo per la nostra strada lavorando per portare a casa quanto la gente che ci ha votato ci chiede: piú giustizia, sicurezza della pena e il federalismo. La forza del nostro movimento sono i militanti che per nulla intimoriti continuano a chiederci di proseguire senza indugi".
E' stato intanto scarcerato oggi a conclusione dell'interrogatorio di convalida del fermo da parte del gip, Giuseppe Battarino, Marco Previati, il ragazzo di 21 anni fermato il 31 dicembre scorso dopo l'esplosione delle bombe carta contro la sede della Lega Nord a Gemonio. Nell'ordinanza che stabilisce la scarcerazione, il giudice, non esclude in maniera assoluta che il giovane possa aver avuto un ruolo nella vicenda, ma aggiunge che in questa fase preliminare delle indagini, non vi sono le basi per convalidare la permanenza in carcere del ragazzo. Sempre nella sua ordinanza l giudice per le indagini preliminari segnala la necessità di aggravare l'ipotesi di reato dell'episodio che dovrebbe in sostanza configurarsi come attentato ai diritti politici del cittadino.

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