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Monte Carlo

Monte Carlo: Ferrer sfiderà “il toro”

David Ferrer vince la semifinale contro Melzer e sfiderà Nadal per il titolo di Monte Carlo 2011
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Que viva España! Il grande tennis rimette piede sui campi “rossi” e la potenza del tennis iberico torna ancora una volta prepotentemente. L'anno scorso in finale a Monte Carlo c'era stato il derby tra Verdasco (ieri lanciatissimo, oggi desaparecido) e Nadal, con il secondo che annetteva al proprio palmares il sesto titolo di fila nel Principato. Tra Rafael ed il settimo sigillo monegasco ci sarà ancora uno spagnolo, David Ferrer. Valenciano, tutto gambe, testa e coraggio, ha battuto Nadal quest'anno all'Australian Open in gennaio. Però il “toro di Manacor” sul cemento non è lo stesso strepitoso, vorace cannibale della versione “on clay”, e a quell'evento soffrì anche un problema fisico alla gamba. Stavolta Nadal sprizza energia da tutti i pori. Sull'amatissimo e natio rosso Rafael gioca quasi ad occhi chiusi, emanando un'aura che terrorizza letteralmente i rivali, che spesso entrano in campo mentalmente già battuti. Non l'ottimo Andy Murray di oggi, che in semifinale ha venduto carissima la pelle, cedendo solo in tre tirati set. La sua partita è stata tatticamente ineccepibile: grandi corse, variazioni di ritmo e traiettorie, cercando di non proporre mai al n.1 una palla docile da spingere col drittone mancino. Quasi sempre lo scozzese ha condotto lo scambio, proponendo fendenti lunghi, a volte molto arrotati, altre volte ficcanti, non dando mai un punto di riferimento al rivale. E regalando pochissimo. Nel primo set, sotto di un break, ha rimontato Rafa. Nel cuore del primo set s'è visto davvero un bel tennis, con Nadal che più volte è andato sotto per la capacità di Murray di reggere in difesa con palle mai banali e quindi contrattaccare con successo. Sul 4-5 però ha commesso un paio di errori che gli sono costati il primo set. Murray però non s'è sgonfiato. Brekka Nadal sull'uno pari martellando il rovescio dell'iberico, il colpo di relativa debolezza. Rafael perde qualche sicurezza, il palleggio sempre lungo e continuo di Murray non gli consente mai di mettere i piedi dentro al campo a tirare il winner di diritto. Murray ci crede, vola 4-1 con due break, ma subisce la reazione veemente del toro ferito. Sul 2-4 Nadal, Murray gioca due passanti da cineteca, in totale allungo in corsa, ancora break e chiude il secondo set per 6-2 con una smorzata quasi irridente. La favola dello scozzese però si interrompe bruscamente al terzo set. Era prevedibile che non sarebbe riuscito a mantenere quell'altissimo livello tecnico e agonistico, dopo oltre 2h e mezza di lotta. E' bastato che tirasse il fiato per 5 minuti per trovarsi sotto di un break, poi di un altro, un 4-0 per Nadal che ha di fatto chiuso il match. Difficile chiedere di più a Murray: ha regalato a tutti quanti un match bello, tirato, con altissimi momenti di tennis. Nel deserto che oggi ci regalano i tornei del rosso, “troppo” dominati da Nadal, questo match è da incorniciare. Dove ha perso il match Murray? Nel primo set, dove alla stretta finale doveva fare di più una volta rimontato. Battere Nadal alla lunga distanza è quasi impossibile, ancor meno sulla terra battuta. Rafael quindi per la settima volta consecutiva scenderà in campo per vincere la coppa del Principat. Che Ferrer possa ripetere l'impresa di Melbourne? Difficile. E' stato lo stesso David ad ammetterlo in sala stampa “Perché Nadal è così difficile da battere sul rosso? Perché la superficie è lenta, lui ha più potenza di tutti ed è forse il giocatore più veloce in campo del circuito”. Tradotto in parole povere per i meno avvezzi allo sport del corri e tira: non c'è quasi modo di fargli il punto, e visto che lui non sbaglia praticamente mai... Ferrer all'ora di pranzo ha giocato un match molto solido contro Melzer, ieri giustiziere di Re Federer. L'austriaco è un tennista di reale talento e fantasia, però oggi non è riuscito a ripetere le magie viste ieri contro la solidità di Ferrer. Lo spagnolo ha servito bene, regalato pochissimo e cercato di proporre al rivale una palla consistente e continua, mai corta, proprio il tipo di tennis che mette alle corde chi ha fantasia ma non consistenza. Un 63 62 tutto sommato comodo, che lo proietta alla prima finale in questo torneo. Si aspettava Ferrer un inizio così buono sulla terra? “Si, lo speravo. Ho fatto grandi progressi sul cemento, ma sulla terra battuta sono nato ed è dove mi trovo meglio”. Peccato che al di là della rete troverà un tiranno che sulla terra battuta ha perso la miseria di 6 partite negli ultimi 5 anni...

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