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Tennis

Bolelli deluxe domina Wawrinka

Nel secondo turno di Wimbledon il bolognese Bolelli gioca un tennis stellare superando in tre set il n.14 del mondo Wawrinka
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Grande risultato per Simone Bolelli, che nel secondo turno di Wimbledon sconfigge in tre set lo svizzero Wawrinka, testa di serie n.14 del torneo, accedendo così al terzo turno dopo esser passato dalle qualificazioni (entrando come lucky loser per la precisione). E' una vittoria molto significativa. Non solo per l'importanza del torneo e dell'avversario, ma soprattutto per come è venuta. Simone ha giocato un ottimo tennis, dominando il rivale sul piano del gioco grazie a colpi potenti, precisi e continui. Bolelli giocava un match “a specchio”, poiché Wawrinka possiede un tennis piuttosto simile al suo, basato su potenza, varietà di colpi ma con l'handicap di una certa lentezza negli spostamenti e condito da qualche passaggio a vuoto di troppo. Ed è proprio su questi aspetti che Bolelli ha sorpreso in positivo. Continuo, molto reattivo con i piedi (il suo handicap storico) riusciva a rispondere spesso alle bordate di servizio del rivale; nella spinta ha giocato decine di dritti sulle righe, e anche di rovescio s'è difeso molto bene, trovando alcune aperture di campo notevoli. Una prestazione complessivamente maiuscola, premiata da un merito successo.

Il primo set s'è concluso al tiebreak, dopo di che Bolelli è volato via 3 a 0 nel secondo parziale. Wawrinka reagisce ed impatta il conto dei giochi sul 3 pari, ma Bolelli allunga ancora, prendendosi alcuni rischi premiati dal successo. Avanti di due set a zero, Wawrinka pare accelerare la velocità dei suoi colpi, ma Bolelli non cede, resta molto concentrato e si arriva ancora al tiebreak. Nel gioco decisivo Bolelli va subito avanti 3-1, poi ancora 3 pari ma qua Simone infila un paio di colpi spettacolari (un passante in corsa di dritto e una stop volley perfetta a seguito di un dritto potente) che gli valgono un successo meritatissimo. E' il più grande successo per il bolognese dal 2008, il suo anno migliore, quando insieme all'ex coach Pistolesi arrivò a ridosso dei migliori, facendo presagire una carriera da top player per colpi e serenità. Poi qualcosa si inceppò, guastando prima il tennista e poi l'uomo, che si eclissò letteralmente. Lento, letargico, pareva una sorta di fantasma in campo, incapace di reagire. Dopo una breve (e purtroppo non fruttuosa) parentesi con il coach Riccardo Piatti, da inizio anno la scommessa di Renzo Furlan, che ha lasciato la direzione del centro tecnico nazionale di Tirrenia per rilanciare questo talento del nostro tennis, che sarebbe stato delittuoso non solo perdere ma anche il solo abbandonare al grigiore di una carriera mediocre. I risultati stentano ad arrivare, ma Renzo è uno che parla poco e lavora tanto. E in Bolelli ha trovato il ragazzo giusto: sereno, taciturno, riflessivo, ma dotato di mano e tecnica sopraffina. Sulla terra si sono visti i primi progressi, confermati sul centrale del Roland Garros contro Andy Murray, dove Simone ha perso ma giocato alla pari contro il n.4 del mondo. Una spinta a continuare a lavorare, una conferma che la strada era quella giusta. Lavorare a 360°, anche con l'ausilio di un assistente psicologico, perché è proprio da un rilancio interno che è partita la riscossa del bolognese. Ha esultato Simone dopo la grande vittoria di oggi, ma senza eccessi. Proprio come colui che sa di aver vinto un gran match, ma di avere ancora tanto da dare, e da dire. Sottovoce, come fa lui.

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