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Tennis

Davis: l'Italia torna in "serie A"

La vittoria nel doppio consegna al team azzurro il terzo punto nello spareggio promozione in Cile, nel 2012 saremo nel World Group dopo 11 anni
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Missione compiuta. L'Italia di Davis vince anche il doppio con la coppa Fognini - Bolelli, strappando così il terzo punto contro il Cile a Santiago, dopo i successi di venerdì di Starace e Fognini. Un 3 a 0 che significa vittoria, e quindi promozione nello spareggio per strappare un posto nel tabellone principale (World Group) nella Coppa Davis 2012. E' una vittoria molto importante, perché riporta il nostro tennis maschile dove era sempre stato fino al 2000, quando in quel di Mestre retrocedemmo per la prima volta nella "serie B" della più antica competizione sportiva a squadre del mondo (all sports). Da allora ne sono successe di cotte e di crude: litigi, incomprensioni, la "fine" di atleti che avevano dato tanto al nostro movimento (Gaudenzi, Sanguinetti) e la difficoltà nel far esplodere al massimo livello i "nuovi". Anche un po' di sfortuna, visto che abbiamo beccato corrazzate come Spagna, Svizzera e Svezia per tentare la risalita (...anche se chi segue il tennis da sempre fa notare che in passato fin troppe volte lo "stellone" azzurro ci aveva aiutato con sorteggi alquanto morbidi in tanti match delicati). Azzerato tutto e quindi si riparte. L'anno prossimo a febbraio sarà di nuovo "Serie A", per competere contro Francia, Spagna, Serbia, Argentina e via dicendo, il meglio del meglio. E anche se la grande Insalatiera mostra eccome i suoi 111 anni, con tante cose che si potrebbero migliorare per farla tornare ai fasti di un tempo, la Davis rimane la vetrina principe del nostro sport dopo i tornei del grande Slam. E anzi, per noi italiani, direi dopo Parigi e Wimbledon, visto che gli altri 2 majors li abbiamo mediamente (anche se a torto) vissuti sempre con un certo distacco. Pur nel momento del trionfo e soddisfazione, credo che vada dato il giusto peso all'"impresa", che poi tanto impresa in realtà non è stata. Anzi, una tragica sconfitta sarebbe stata una vera e propria caporetto, perché il livello del Cile in questo momento storico è uno dei più bassi degli ultimi anni. Senza un Fernando Gonzalez in buona forma (è tornato in Davis pare solo grazie ad un lauto ingaggio, si mormora di circa 100mila dollari... dopo un anno passato a riprendersi dalla delicata operazione all'anca), che in pratica ha fatto solo una comparsata contro Fognini ritirandosi nel terzo set, il resto del team latino americano era ben poca cosa. Tanto che anche il nostro Potito Starace ha fatto un figurone contro Capdeville pur giocando sul cemento, superficie odiata dal nostro azzurro; e il doppio, vinto in 3 comodi set, è stato quasi un'esibizione. Così che certe dichiarazioni post vittoria sono apparse un po' esagerate, come quella di Bolelli che ringraziava tutta la FIT quando solo 2 anni fa era stato osteggiato e escluso da tutti i club italiani, fino alla riconsegna della sua tessera atleta... e anche il gesto, forse istintivo, di Fognini che ha lanciato la palla del matchpoint al Presidente della FIT è stato fin troppo eclatante, manco la Davis l'avessimo vinta. Comunque non è questo il momento delle polemiche, ma di gioire per un successo giusto, ampiamente meritato sul campo e che ci riporterà finalmente nel tennis che conta a livello di nazionale, dopo troppi anni di buio, gestiti male e vissuti peggio. Sarà tuttavia ancor più importante lavorare per far crescere questa squadra, in modo che i quarti di finale di Parigi raggiunti da Fognini quest'anno non restino un exploit nel deserto: e che Bolelli non si consideri già "perso" per il massimo livello a soli 26 anni. E magari sperare che qualche 18enne riesca a crescere e portare nuova linfa a questo gruppo non così giovane (Fognini a parte). Oggi la Federazione lavora assai meglio che in passato, speriamo che la strada virtuosa continui. Le vittorie in Fed Cup hanno trascinato Pennetta e Schiavone a risultati impensabili nel 2006. Non è forse lecito sognare così tanto visto che il tennis maschile è una jungla selvaggia, ma trarre il meglio da questo successo non è un sogno, è doveroso. W l'Italia!

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