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Crisi globale

Borse Ue al collasso, Obama cerca l'exit strategy ma una città fa bancarotta

Central Falls getta la spugna mentre la Camera Usa approva l'accordo-compromesso
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

 Il welfare sempre meno sostenibile, spulciando dentro le casse dell'amministrazione. Pensioni pesanti e sempre più difficili da corrispondere. Soffocata dal debito, Central Falls, una piccola città della Stato di Rhode Island, fa richiesta per bancarotta. Acqua sul fuoco da parte degli analisti del Financial Times: "è un fenomeno sporadico, non sistemico". Dati alla mano, è comunque da rilevare che dal 1980, alba dell'era Reagan, solo 47 tra città e Contee americane hanno adottato questa soluzione così radicale. Una dichiarazione di resa. Ed il fatto è che non si tratta di un caso isolato. Jefferson Country, nella contea dell'Alabama, naviga in acque torbide e cerca di far fronte al collasso dei conti pubblici.
Il tutto nelle stesse ora in cui la Camera Usa del Congresso ha approvato, con 269 voti a favore e 162 contrari, il controverso accordo sull'innalzamento del tetto del debito. Niente nuove tasse, così come imposto dai repubblicani, e selettive riduzioni della spesa pubblica, cavallo azzoppato dell'orientamento democratico.
Un provvedimento siglato per scongiurare il rischio default, con la mediazione e, insieme, l'evidente disappunto del presidente Obama.
Si teme, nonostante le dichiarazioni di ottimismo e le professioni di fede sul colpo d'ala dell'economia globale di mercato, un effetto domino dovuto all'incertezza e ai movimenti speculativi. L'Italia, così come il resto del vecchio continente, è nel mirino. E attende, questa mattina, l'apertura delle contrattazioni dopo una giornata segnata dal collasso, con perdite che hanno sfiorato il 4% nelle contrattazioni, con il settore bancario e quello dei titoli di Stato sempre più nel mirino.   

 

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