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Sono nonno e nipote

Sequestro Andrea Calevo: liberato dopo 15 giorni - Fermati 2 italiani e un albanese

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foto tratta da http://tg24.sky.it/tg24/

E' durata 15 giorni la prigionia di Andrea Calevo, l'imprenditore di 31 anni sequestrato da un gruppo di banditi armati la sera del 16 dicembre nella sua villa di Lerici (La Spezia) e tenuto incatenato fino a oggi in una cantina senza finestre a Sarzana, a pochi chilometri da casa. Calevo e' stato liberato grazie a un'operazione congiunta di Polizia di Stato e Arma dei carabinieri, coordinati dalla procura distrettuale antimafia di Genova, e seguita personalmente dal prefetto Gaetano Chiusolo, direttore della Dac (Direzione centrale anticrimine). E' la sera di domenica 16 dicembre quando inizia il calvario per l'imprenditore e la sua famiglia. Il giovane arriva intorno alle 22 nella villa di famiglia, a Lerici, braccato da tre uomini mascherati. In casa e' presente soltanto la madre, 65enne. La donna viene imbavagliata e legata a un divano con del nastro adesivo. Secondo gli inquirenti i sequestratori, con il volto coperto e armati di pistole, attendono l'arrivo di Calevo fuori della sua abitazione e quando il giovane entra nella villa entrano con lui. I tre prelevano denaro da una cassaforte. Poi fuggono portando con loro l'imprenditore, a bordo della sua automobile, una Audi 3. Il veicolo nella notte viene ritrovato semisommerso nel fiume Magra, al confine tra Liguria e Toscana, ma di Calevo non c'e' traccia. Decine di perquisizioni vengono effettuate in abitazioni di extracomunitari e pregiudicati italiani e stranieri a Sarzana, altre perquisizioni in campi rom e in abitazioni di pregiudicati italiani e stranieri nella zona di Massa. Nel giardino della villa vengono trovati il cellulare di Calevo e il cordless dell'abitazione.
Tra gli indizi forniti dalla madre dell'imprenditore agli investigatori, la donna ricorda di avere sentito parlare soltanto uno dei tre uomini mascherati, in una lingua straniera. Intanto si assiste ad una mobilitazione della comunita' che esprime solidarieta' alla famiglia dell'imprenditore. Una veglia di preghiera viene organizzata nella chiesa dell'Immacolata Concezione di Romito Magra (La Spezia) dal parroco, don Paolo Vegini, che si offre ai sequestratori in ostaggio al posto di Andrea Calevo. Le indagini vengono coordinate dal procuratore della Dda del capoluogo ligure Michele Di Lecce. Dopo giorni di silenzio, una speranza per i famigliari dell'imprenditore si accende il 21 dicembre, quando proprio Di Lecce dira' che c'e' la possibilita' che Andrea Calevo sia ancora vivo. A dieci giorni dal rapimento, il 26 dicembre arriva l'appello accorato di Laura Calevo: "Dateci un segno. Abbiamo bisogno di sapere come sta Andrea, se e' vivo. E' una preghiera che vi facciamo". In lacrime, la sorella dell'imprenditore rompre il silenzio, presentandosi davanti alle telecamere per parlare direttamente ai sequestratori. La donna si rivolge anche direttamente al fratello. "Andrea non avere paura - ha detto - devi essere coraggioso. Noi ti aspettiamo presto a casa". Oggi finalmente i famigliari hanno potuto riabbracciarlo.

Sono nonno e nipote i due italiani fermati per il rapimento di Andrea Calevo, l'imprenditore sequestrato a Lerici il 16 dicembre scorso e liberato oggi a Sarzana nel corso dell'operazione congiunta di polizia e carabinieri. A quanto si apprende, il piu' anziano sarebbe un cliente della ditta Calevo. I due italiani fermati sarebbero di Ameglia (La Spezia), il terzo e' invece un albanese.

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