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Milano

Berlusconi all'attacco:"Accordo Fini magistrati per bloccare le riforme"

Il Premier "C'è un patto tra Fini e l'Anm"
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

"Dopo la diaspora di Fini abbiamo una maggioranza meno grande ma possiamo fare le riforme che prima venivano bloccate dallo statalismo di Fini. In particolare, in materia di giustizia c'era un patto tra Fini e il sindacato dei magistrati, l'Anm, per bloccare le riforme. Questo spiega perchè non è stata ancora fatta la riforma sulle intercettazioni". Ad affermarlo è il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante il suo intervento in un convegno a Milano che aggiunge "Crediamo che dopo la diaspora di Fini e dei suoi ci sia la possibilità di fare cose che prima non riuscivamo a fare. C'era una maggioranza più grande ma prevaleva il sentimento statalista proprio di Fini". E ancora "Sono protagonista come imputato della storia dell'universo". Poi incalza sulle intercettazioni: "Le intercettazioni nei paesi civili non sono neanche valide come prove". Secondo Berlusconi le intercettazioni sono anche formate da "computer che catturano parole e le mettono insieme, e poi ci sono gli imitatori". A suo avviso "non viviamo in un Paese libero in cui ciascuno può parlare liberamente al telefono senza essere ascoltato e vedendo poi quello che dice il giorno dopo sui giornali". Per questo "mandiamo avanti prestissimo in parlamento una legge che aveva trovato il no di Fini, ma ora abbiamo una maggioranza minore nei numeri ma più coesa". Il premier continua nel suo intervento a tutto campo:"Presto manderemo in parlamento le modifiche all'articolo 41 della Costituzione" annunciato il presidente del consiglio "dopo tre mesi di dibattiti in parlamento - ha proseguito il capo del governo - avremo una legge valida, che farà sì che chi vuole realizzare un albergo lo potrà fare e poi avrà le verifiche da parte di un esponente della pubblica amministrazione per vedere se ha rispettato le leggi ambientali e urbanistiche". Poi Berlusconi ha proposto agli imprenditori lombardi un incontro con i ministri economici propedeutico agli Stati generali dell'economia e facendolo ha ironizzato sulle sue vicende giudiziarie. "Se accettate - ha sottolineato Berlusconi - io sono a disposizione. Ho portato l'agenda, anche se non è molto libera" con "cinque udienze in undici giorni". "Se vi dico - ha aggiunto - quanto ho speso in consulenti e avvocati credo sveniate, in lire più di 600 miliardi". Poi l'attacco ai ' fannulloni' del Parlamento:"In Parlamento lavorano 50-60 persone, tutti gli altri stanno lì, fanno pettegolezzo e poi seguono ciò che dice il capogruppo" dice Berlusconi a proposito della necessità di una riforma delle istituzioni. "C'è - ha spiegato - uno spreco di energie e di professionalità che è veramente incredibile". A proposito della necessità di una riforma delle istituzioni, il premier ha ripercorso l'iter di una legge: "i padri costituenti hanno voluto un sistema che tenesse conto che c'erano stati vent'anni di fascismo. Ora una legge dopo che è stata approvata dal parlamento va al presidente della Repubblica, che insieme al suo staff può rimandarla al parlamento. Poi i pubblici ministeri di sinistra possono ricorrere alla Corte costituzionale che la boccia". Secondo Berlusconi "la riforma istituzionale è necessaria" e se non è ancora stata fatta è perchè «non siamo riusciti anche nella nostra maggioranza a trovare un accordo per risolvere questi problemi". Il premier parla anche di federalismo:"Uno degli effetti del federalismo fiscale sarà avere dichiarazioni dei redditi più congrue". Ne è convinto il presidente del consiglio  secondo il quale "se il contribuente sa che i controlli avvengono nell'ufficio dove abita, magari la sua dichiarazione sarà più rispondente al vero". Berlusconi ha citato un problema di evasione fiscale che per "il nostro Paese arriva a 120 miliardi di euro mentre in Francia sono solo 20 miliardi". Quanto invece alla riforma tributaria, il presidente del Consiglio ha parlato di creare "un codice unico che abroghi tutte le leggi precedenti". Poi il tempo per scherzare sul match scudetto fra Milan e Napoli che il premier seguirà in tribuna a San Siro:"Ci vediamo il Milan per battere il sud": rivolgendosi al presidente della Confesercenti Carlo Sangalli. Poi si è rivolto al ministro della Difesa Ignazio La Russa, tifoso interista. "Io tifo Inter - ha detto Berlusconi - quando gioca con altre squadre". Berlusconi uscendo è stato contestato da un piccolo gruppo di persone che ne chiedevano le dimissioni. Capeggiato da Pietro Ricca, noto contestatore del premier, il gruppo è stato allontanato dai carabinieri dal marciapiede antistante la sede della Camera di commercio dove in questo momento il presidente del consiglio sta pranzando con alcuni ministri. I manifestanti inneggiavano alle dimissioni del premier invitandolo con alcuni cartelli gialli a farsi processare.

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