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Tennis

Wimbledon, tra lampi di classe e infortuni (presunti)

Allineato ai quarti di finale il tabellone maschile di Wimbledon. Nadal infortunato (?) lotta 4 ore contro Del Potro, bene Federer, benissimo Murray
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Una giornata di bel sole ha baciato gli ottavi di finale di Wimbledon, allineando il tabellone maschile ai quarti di finale, al via domani sui prati londinesi. Il match del giorno è stato anche il più discusso, oltre che l'ultimo a terminare il programma di ieri: Nadal ha avuto la meglio in 4 tiratissimi set dell'argentino del Del Potro, tornato ai suoi livelli dopo l'anno "off" passato a curare un polso malandato e altri problemi, anche di natura psicologica dopo l'enorme trionfo a NY nel 2009. Del Potro ha mulinato con buona continuità dritti potentissimi e servizi precisi, togliendo spesso l'iniziativa al n.1 del mondo, che ormai sull'erba "battuta" di Wimbledon gioca bene quanto sull'amatissima terra rossa. Perché match discusso? Tutto s'è svolto in 8 lunghissimi minuti, alla fine del primo set. Appena prima del tiebreak, con l'inerzia del match piuttosto a favore dell'argentino (che teneva con buon agio i suoi turni di servizio), Nadal sente male al piede ("Ho sentito crack, come se si fosse rotto un osso" dichiarerà in sala stampa), e chiama il medico per un intervento immediato. Tutto il centrale resta col fiato sospeso, per apprendere le sorti del campione iberico, che pare sofferente. Intanto il tempo corre, e non si è atteso come recita il regolamento alla fine del game, quando tocca a servire a colui che richiede l'intervento... Alla fine Nadal non solo tornerà in campo, ma veloce come un cerbiatto nel suo bosco preferito vincerà quel primo set, che alla fine risulterà determinante per la vittoria finale. Del Potro non la prende proprio benissimo, reagisce, e il match a tratti s'infiamma. Nadal alla fine riesce a vincere in poco meno di 4 ore di ottimo tennis, grazie soprattutto (come sempre gli è accaduto in carriera) alla miglior efficenza fisica, rispetto al poderoso (ma pesante) argentino. E allora quell'infortunio al piede? E le dichiarazioni post match "non so se giocherò mercoledì", quando in campo sprintava come nei giorni migliori? Un teatrino già visto in carriera, che francamente ha un po' stufato, e che non fa pari con la grandezza che questo campione ha saputo esprimere tante volte in campo; e nemmeno se lo meritano i suoi tantissimi tifosi. Chiusa questa stucchevole parentesi, torniamo a parlare di tennis giocato, visto che ce n'è stato eccome, di grande qualità. Bello a tratti il match che ha visto Federer rimontare contro Youzhny dopo aver perso il primo set al tiebreak. Un festival di gioco a tutto campo, con il russo mai domo nel trovare grandi accelerazioni di rovescio (uno dei più belli sul circuito) e Roger a mulinare pennellate d'autore. Anche Murray ha disputato una prova assai convincente, per di più di fronte ai novelli sposi William & Kate, ben posizionati in prima fila nel Royal Box. Lo scozzese ha lasciato le briciole ad un buon Gasquet, dando prova di una solidità mentale che gli sarà indispesabile per sfidare Nadal nella probabile semifinale di venerdì prossimo. Infatti Nadal non avrà certamente problemi a disporre dell'americano Fish, in teoria uno specialista di questi campi... se fossero ancora di erba "vera"; ma con queste lentissime condizioni di gioco, Fish non potrà che fare da sparring al toro scatenato, probabilmente lanciato verso il suo terzo trionfo a Wimbledon. Murray sfiderà per un posto in semifinale lo spagnolo "atipico" Feliciano Lopez, che abbandonata la "bella vita" per una carriera davvero tennis oriented, ha giocato un grande match contro il sorprendente polacco Kubot, che gli era scappato avanti 2 set a zero all'avvio. Nella parte bassa del tabellone, già detto di Federer, ecco la vera sorpresa dell'anno: Bernard Tomic. Solo 18 anni, australiano con geni slavi, di lui si parla molto da tempo, ma finora aveva sempre fatto discutere più per il carattere non proprio docile che per risultati in campo. Dotato di un gran servizio e di un rovescio notevole, "ho iniziato a capire come sfruttare al meglio il mio gioco" (sue parole), e grazie anche ad un buon buco in tabellone s'è issato fino ai quarti. Lo attende un test terrificante, il Djokovic versione 2011, che ha perso solo 1 match in stagione a Parigi da un Federer deluxe. Novak non ha mai brillato a Wimbledon, ma con queste condizioni di gioco così lente e con la forma super che si porta appresso da mesi, sarà difficile che al giovane aussie riesca l'ennesimo miracolo. Anche perché Djokovic ha le armi esatte per mettere a nudo la sua difficoltà negli spostamenti e neutralizzare alla risposta il suo servizio. Ultimo qualificato ai quarti il francese Tsonga, che con un tennis a tutto campo ha divertito il pubblico e schiantato in tre set le velleità di David Ferrer. Il "Cassius Clay" del tennis se la vedrà con Federer, match tutto a favore dello svizzero ma con spettacolo garantito.

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