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Il corpo ritrovato dal fratello

Cuneo, 19enne marocchina uccisa con 16 coltellate. E' giallo

L'amica:"Ragazza splendida, non meritava questa fine"
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Sedici coltellate all'addome nella camera da letto della piccola casa nella quale viveva con il fratello di 16 anni: è stata uccisa così, nel pomeriggio, a Dronero (Cuneo), Fatima Mostayd, una ragazza marocchina di 19 anni, giunta in Piemonte solo da qualche mese. Il cadavere è stato trovato proprio dal fratello, che era uscito di casa un paio d'ore prima per andare a un corso professionale per parrucchieri. Quando è rientrato, ha trovato la porta di casa aperta e, nella camera da letto della sorella, il cadavere di Fatima in una pozza di sangue. Il corpo era fra il letto e la parete. La ragazza era vestita, riversa sul pavimento. Il ragazzo è scappato fuori a chiedere aiuto. Ha trovato un suo compagno e, insieme, sono ritornati in casa per soccorrere la ragazza. Hanno chiesto l'intervento del 118 ma quando sono arrivati i medici, per Fatima non c'era più niente da fare. È qui che finiscono gli elementi di certezza di un giallo che i Carabinieri del Comando provinciale di Cuneo, al comando del colonnello Francesco Laurenti, stanno cercando di dipanare. Fatima e suo fratello erano arrivati a Dronero da Marsala. Erano partiti dalla Sicilia dopo la morte del padre e della madre. Avevano scelto Dronero perchè conoscevano dei connazionali che vivevano in questo piccolo paese alla confluenza del torrente Maira con il rio Roccabruna. Su poco più di settemila abitanti, gli immigrati sono oltre un migliaio e il livello d'integrazione - racconta Elda Gottero, dell'associazione 'Voci del mondò che lavora in paese con gli immigrati - è molto alto. Fatima si era subito inserita. Ospite in un primo momento in casa di un connazionale, aveva trovato lavoro come operaia in un'azienda che assemblea biciclette, la 'Allionè di Villar San Costanzo, a pochi chilometri da Dronero. Era poi riuscita a trovare anche casa, un piccolo appartamentino, con due stanze da letto, in uno dei punti più belli del paese, vicino al Ponte Vecchio, che qualcuno chiama ancora il Ponte del Diavolo, proprio sul torrente. È in questa piccola casa che ha incontrato la morte. Chi l'ha uccisa è entrato senza forzare la serratura. Forse conosceva la ragazza che alle 16 è stata vista fare la spesa in un piccolo negozio di alimentari non lontano da casa. Il cadavere è stato trovato dal fratello poco dopo le 17: un'ora, o poco più, che l'ha strappata alla vita. Fatima è descritta in paese come una ragazza tranquilla, che non aveva mai dato motivo per far parlare di sè. «Era una ragazza splendida, non aveva grilli per la testa, non meritava questa fine», dice una sua amica che ha abitato nella stessa casa prima dell'arrivo di Fatima e di suo fratello. Aggiunge che era sposata in Marocco, ma i Carabinieri smentiscono questo punto. Gli stessi investigatori al momento non escludono alcuna pista. Hanno perlustrato la zona intorno alla casa e, con gli uomini della Sezione Scientifica, hanno fatti rilievi per ore nell'appartamento. Finora hanno una sola certezza: il fratello di Fatima è completamente estraneo al delitto. I Carabinieri del comando provinciale di Cuneo hanno interrogato in serata alcuni connazionali e compagni di lavoro di Fatima. Sia i marocchini che vivono nel paese del cuneese, sia i lavoratori dell'azienda «Allione» di Villar San Costanzo, dove lavorava la ragazza, sono stati ascoltati come persone informate sui fatti nel tentativo di ricostruire la vita e le relazioni di Fatima, che da pochi mesi era arrivata a Dronero proveniente dalla Sicilia. Sui risultati degli interrogatori non sono emersi particolari. Si è solo saputo che gli investigatori continuano a ritenere possibile ogni ipotesi.

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