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Tennis

Us Open: sarà “ciclone Djokovic”?

Scatta l'edizione n.131 del torneo newyorkese, il quarto appuntamento stagionale del “grande slam”. Djokovic favorito, ma il torneo appare incerto
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Scampato il pericolo dell'uragano Irene, New York tira un sospiro di sollievo e aspetta l'inizio degli Us Open, quarto torneo stagionale del grande Slam, 131esima edizione degli Open americani. Un bel sole stamani bacia la “grande mela”, tanto che i timori per possibili devastazioni ad opera dell'uragano sono ormai uno sbiadito ricordo. Si cambiano fiori abbattuti dagli acquazzoni e forti venti, si rimettono a posto i cartelloni pubblicitari, si fa “ordine” in quello che è il torneo più grande e caotico del mondo. E non solo per lo stadio mostruoso da quasi 24mila posti, che per il tennis sono decisamente troppi tanto da rendere la visione della pallina dalle ultime file una sorta di costoso optional... Ma perché qua everything is business: ci sono bancarelle ovunque a vendere marchandising, hot dog e fritture maleodoranti, quasi che il fatto sportivo passi in secondo piano rispetto alla sacralità di Wimbledon, alla cultura parigina o al foklore Australiano, gli altri 3 major dell'annata tennistica. Non fa nemmeno più notizia il classico spettatore del midwest che arriva sugli spalti e chiede al vicino di posto come mai ci sono quelle righe laterali sul campo! Boutade a parte, gli Us Open di quest'anno sono molto attesi, per molti motivi. Se Irene a NY è stata solo un “bel” temporale, ci penserà il super-Djokovic del 2011 a spazzare via tutto e tutti in campo? Possibile, dall'alto dei suoi 9 tornei vinti (tra cui Wimbledon e Australian Open) e solo 2 sconfitte (di cui una per ritiro a Cincinnati la settimana scorsa in finale contro Murray) a fronte di 57 successi. Tuttavia la storia del gioco ci insegna, anche recentemente, che chi è arrivato all'estate Usa con tanti, troppi successi, qua ha “toppato” perché troppo tirato fisicamente. Agassi nel '95 fece una fine simile, K.O alla schiena dopo una miriade di partite vinte in fila; uguale robocop Nadal nel 2008, e Federer nel 2009, tutti accomunati dall'esser i favoriti della vigilia e poi crollati nelle fasi decisive del torneo. Nadal è forse l'incognita più grande di questa edizione. I tornei sul cemento Usa ce l'hanno mostrato in condizioni orribili. Lento, falloso, con una faccia ancor più scura del solito, a momenti impresentabile per quanto giocava corto nel palleggio e con cattive percentuali di servizio. Tanto che il carneade Dodig l'ha eliminato in rimonta, roba mostruosamente proibita anche solo a sognarla. Sicuro che venderà cara la pelle da grande fighter qual è; inoltre un sorteggio molto fortunato forse gli consentirà di salire di forma proprio cammin facendo, quindi non è possibile escluderlo dal lotto dei favoritissimi. Federer sarà il primo tra i top4 a scendere in campo stanotte. La sua presenza a NY è un'altra grande incognita. Qua ha vinto 5 volte di fila, e solo un passaggio a vuoto contro Del Potro nel 2009 l'ha privato del 6° titolo (sarebbe stato record all time). A 30 anni compiuti i suoi buchi di prestazione sono del tutto imprevedibili, anche a lui stesso. E' arrivato certamente preparato a puntino, poiché se non vincesse il torneo chiuderebbe l'anno senza uno Slam vinto, e sarebbe la prima volta dal 2003. Ha dichiarato di star bene, con la sua spavalderia pensa di poter vincere questo Us Open, e ci sono tutte le condizioni perché lo faccia. Dipenderà tutto da lui, perché di tennis ne ha più di tutti, l'ha dimostrato proprio quest'anno a Parigi, quando giocando in modo magistrale ha battuto Djokovic in uno dei match più belli non solo di quest'anno ma di sempre. Tuttavia il momento “no” è dietro l'angolo per Roger, visto che con l'avanzare degli anni nonostante ci si prepari anche meglio il corpo non reagisce più in modo uguale tutti i giorni; e in certi match non se lo può più permettere. Personalmente non lo considero che il quarto favorito, anche dietro ad Andy Murray, che ha appena vinto il torneo di Cincinnati. Andy ha già giocato qua una finale nel 2008, schiantato da Federer. Da allora è molto più solido fisicamente, e ha vinto molti Master 1000, facendo altre due finali in Australia. Murray ha ancora un pesante “zero” nella casella Slam vinti poiché nelle finali perse a Melbourne è mancato nella personalità, nel saper affrontare l'incontro a viso aperto, senza quegli inutili tatticismi che lo fanno giocare a scartamento ridotto facendosi così travolgere dalla maggior presenza in campo del rivale (Federer 2010 e Djokovic 2011). Stesso copione contro Nadal a Wimbledon per due anni di fila e anche a Parigi quest'anno. Se Murray riuscisse a prendere in mano l'incontro, facendo girare a tutta senza esitazioni il proprio tennis, allora sì che potrebbe finalmente portare a casa un titolo. Chissà che non possa accadere proprio in questo Us Open. Ciclone Djokovic permettendo. Altri outsider? L'uragano li ha portati tutti via, anzi, non li ha proprio fatti nemmeno avvicinare a NY, come tanti tifosi che arriveranno forse in ritardo ai match odierni.

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