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Tennis

Schiavone eccezionale: è finale!

Francesca Schiavone schianta in due set la francese Bartoli e strappa la seconda finale consecutiva a Parigi, dove troverà Na Li
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Il sogno della Schiavone a Parigi continua: batte l'idolo di casa Marion Bartoli con un duplice 6-3 e vola in finale, per difendere la coppa vinta l'anno scorso. Nel match che si disputerà sabato (ore 15, diretta su Eurosport, e forse anche sulla Rai che l'anno scorso all'ultimo minuto passò l'incontro sul secondo canale) se la vedrà con l'ostica cinese Na Li, quest'anno già finalista agli Australian Open, che ha battuto in due set la fascinosa (e mai vittoriosa a Parigi) Maria Sharapova.

Pareva impossibile per Francesca ripetere la cavalcata del 2010, il torneo della vita si diceva. Tanto che dopo quel successo la milanese non era più nemmeno riuscita a raggiungere un'altra finale sul circuito. Ma Parigi è il suo torneo. Sui campi in terra del Bois de Boulogne Francesca si trasforma, diventa la “leonessa” del tennis, capace di correre, tirare vincenti e giocare un tennis quasi d'altri tempi, con variazioni e colpi ormai dimenticati (colpevolmente) dal resto delle giocatrici, appiattite su di un corri e tira noiosissimo. Schiavone no: lei ha cuore, gambe e tecnica. Riesce a giocare palle diverse dalle avversarie, e adattare il proprio gioco alle situazioni e condizioni di gioco. Duttilità segno di talento e mentalità vincente. Oggi il match contro la Bartoli non era facile, e non solo per via del pubblico tutto ovviamente schierato con la rivale. La francese gioca un tennis molto lineare ma potente. E' una colpitrice formidabile, che riesce a sfondare di potenza e di ritmo. Bravissima Francesca ad interpretare il match alla perfezione, e fin dal primo punto per una volta. Non le partenze “diesel” a cui ci aveva abituato nel torneo. Bartoli è molto umorale, darle un set di vantaggio poteva essere pericolosissimo, perché esaltandosi la macchina infernale dei suoi fendenti poteva diventare inarrestabile. Lo sapeva bene Francesca, che ha iniziato col piglio giusto, servendo bene e concentratissima in volto, pronta a non mollare nemmeno un 15. Sul 3 pari arriva il primo break a favore della nostra, che chiude il parziale con autorità. Non ha concesso nemmeno una palla break nel primo set, giocando un tennis molto lungo e arrotato, condito da cross stretti che non hanno mai permesso alla rivale di colpire coi piedi sulla riga, dove diventa letale. Nel secondo set un attimo di rilassamento manda avanti 2-0 la Bartoli, che però continua ad annaspare, respira male, segno di tensione, e cerca quasi disperatamente il suo angolo (e suo papà, il suo mentore) ad ogni punto, come per essere “telecomandata” in questa sfida per lei importantissima. Francesca ha la calma dei forti, non si scompone, e dopo 5 minuti di pausa ricomincia a lavorare duro col dritto, trovando prima il cross angolato e poi via per l'accelerazione piatta lungolinea, spesso winner; e poi tantissimi back insidiosi e un po' corti sul dritto della francese, il suo colpo meno sicuro, dove se non trova una palla consistente da impattare perde spesso la precisione. Arriva subito il contro break, e qua la partita gira definitivamente a favore di Francesca. Grazie ad un paio di tagli mortali sol suo rovescio “assassino”, trova il break che la manda avanti. La Bartoli accusa il colpo, tanto che dal 3-2 in suo favore, subisce un parziale di 16 punti a 3 che porta Francesca in paradiso. Salta Schiavone, esultanza composta di fronte alla delusione del pubblico di casa, che sperava di ritrovare una connazionale in finale dopo tanti anni (Mary Pierce l'ultima vincitrice in casa nel 1995). Al microfono di Cedric Pioline, ex top 10 francese, Francesca ammette che “il forte vento mi ha forse avvantaggiata, perché lei ama colpire di piatto e precisione, mentre io col mio topspin riuscivo a governare meglio i colpi... So che tutti voi siete delusi dalla sconfitta, ma siete un pubblico fantastico e mi dispiace per la delusione che vi ho dato, spero che sabato possiate tifare un po' anche per me...”. E vista la differenza di spettacolarità e di gioco tra lei e la cinese Na Li (che un tennis potente e molto lineare, ma più avvezza alla lotta della Bartoli), non dubitiamo che molta parte del Chatrier sarà per Francesca. Sognando la difesa del titolo, la conferma in uno Slam. Solo Nicola Pietrangerli c'è riuscito, vincendo proprio a Parigi nel '59 e del '60. Pareva un sogno proibito alla vigilia; adesso è a solo un match di distanza. Difficilissimo, ma proviamoci.

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