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Tennis

Wimbledon: Tsonga rimonta Federer, sfiderà Djokovic

Impresa del francese Tsonga, che rimonta 2 set a Federer e strappa un posto in semifinale dove se la vedrà con Djokovic
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Impresa di Jo Wilfried Tsonga, il "Cassius Clay" del tennis, e non solo per la sua incredibile somiglianza all'indimenticabile campione del ring. Il francese ha giocato un match superbo, mai domo, clamoroso contro il Re dei Championships di Wimbledon, quel Roger Federer 6 volte campione sui prati londinesi e per molti lanciato verso il suo settimo sigillo, visto l'ottima forma mostrata nel corso del torneo. Però... c'è un enorme però sul tennis dello svizzero. Si chiama "stamina" come la chiamano a Londra, ossia la forza e resistenza. Roger già contro il russo Youzhny nel turno precedente aveva dato minimi segni di cedimento alla distanza, riuscendo a domare l'avversario con lampi di classe dei suoi. Però il russo, seppur talentuoso, non possiede la potenza e la grinta del francese, che oggi ha rimontato lo svizzero proprio grazie a colpi micidiali per potenza e continuità. Ha servito benissimo, dopo la partenza ad handicap per l'emozione evidente dei primi giochi. Perso il secondo set al tiebreak, e sotto di due set, nessuno avrebbe scommesso un kopeko sulla vittoria del funanbolico francese, anche perché negli Slam Federer non era mai stato rimontato da 2 set di vantaggio. Mai. Invece Jo ha continuato a crederci, e se possibile ha ancor più lasciato andare il braccio, spingendo come un forsennato col dritto, giocando "senza rete, o la va lo spacca. E' entrato in stato di trance agonistica quando ha annusato una certa lentezza del rivale nel cercare la palla coi piedi. Sorretto da un servizio "ingiocabile" per ammissione di Roger a fine match, ha rischiato tutto quello che era lecito, e anche di più. Federer ha perso il turno di servizio all'inizio di ogni set, e questo ha ancor più messo le ali a Tsonga, che entrava su ogni palla con veemenza e precisione, talvolta anche producendosi in attacchi spettacolari. Federer ha scemato di intensità, finendo non in ginocchio ma quasi. E' mancata la reazione dello svizzero, che tutti si aspettavano soprattutto al quinto set, ma l'impressione che ha avuto il vostro cronista è stata proprio di impotenza, di un corpo che non reagiva più agli stimoli, annebbiando anche le sensazioni. Applausi al francese, e mesto saluto per Federer, che come al solito con grande classe ha reso tutto il merito del successo al suo rivale, davvero oggi superlativo. Venerdì sfiderà per l'accesso alla finale il serbo Djokovic, che ha penato molto più del previsto per venire a capo del giovane rampante Tomic. Australiano, lungo e molto rigido, ha però un braccio sensibile che lascia partire colpi con velocità misteriose, quasi senza preparare il colpo. In certi momenti del match appariva lento, ma la palla era toccata con sapienza e spinta con assoluto controllo. Una novità molto interessante, che si affaccia per la prima volta al grande tennis. Solo un Djokovic molto intenso è riuscito a venir a capo di un match che s'era assai complitato nel terzo set, quando aveva appena perso il secondo parziale ed era andato subito sotto di un break. Dall'altra parte del tabellone ci sarà l'attesa semifinale tra Murray, che ha appena sconfitto Lopez in tre set, e Nadal, ancora in campo contro Fish (due set ad uno per il n.1) ma difficile per non dire quasi impossibile che perda, avanti di due set. Tutto lascia presagire un'ennisima vittoria di Nadal, visto che sempre di più la potenza e la pesantezza di palla, la capacità di spingere a tutta, sta prevalendo sulla capacità di toccare la palla e variare il gioco.

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