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Forum sul futuro della PAC

Galan: "Sulla PAC meno assistenzialismo e più flessibilità"

Convegno ieri a Roma
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

In un clima di unità delle rappresentanze del mondo agricolo si è svolto ieri (22 febbraio) a Roma il Forum sulla “PAC verso il 2020”, evento voluto dal Ministro per le Politiche Agricole Giancarlo Galan. Durante i lavori del Forum si è discusso della PAC post 2013 e, in particolare, si sono affrontati temi quali l’ammontare delle risorse che dovranno essere assegnate all’agricoltura italiana, il criterio di ripartizione dei fondi tra i vari Paesi e soprattutto come evitare per l’Italia il ridimensionamento della spesa agricola. All’incontro hanno partecipato oltre ai componenti delle Commissioni agricoltura di Camera e Senato, gli assessori regionali, i rappresentanti delle organizzazioni professionali di categoria, dei sindacati, della cooperazione e degli enti locali. Nel suo intervento a chiusura dei lavori, il Ministro ha ribadito come le due pietre angolari del negoziato che si aprirà in Europa saranno la difesa del budget agricolo e la corretta distribuzione delle risorse tra gli stati membri. Oggi l’Italia in Europa è un “contributore netto”. Il nostro paese versa il 13,5% delle risorse a fronte del 10% che rientra attraverso i Fondi Comunitari.  Il settore agricolo occupa circa 830.000 addetti, le risorse attuali della PAC ammontano a circa 6 miliardi di euro, con una media di 6.950 euro per addetto. Il valore della produzione italiana rappresenta il 12.5% dell'UE, mentre il valore aggiunto è il 17%. “L'Italia non accetterà mai ipotesi di suddivisione di budget basata sul principio dell'estensione territoriale e non sulla base della qualità e del valore aggiunto” ha ribadito con forza il Ministro. Le parole chiave della nuova PAC dovranno essere: semplice, razionale, giusta, flessibile, meno dirigismo, imprenditoria giovanile e meno assistenzialismo. Un elemento che certamente farà discutere nei prossimi giorni è la posizione, certamente coraggiosa, del Ministro relativa ai piccoli contributi distribuiti a pioggia sul territorio (761.000 persone ricevono meno di 1.000 euro, 196.000 ricevono meno di 200 euro), rispetto ai quali ha dimostrato con chiarezza la contrarietà al mantenimento. Un elemento saliente della giornata è stato il documento congiunto sottoscritto da tutte le associazioni di rappresentanza della filiera italiana (Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Copagri, Fedagri-Confcooperative, Legacoop-agroalimentare, Agci-Agrital, Unci-Coldiretti, Flai-Cgil, Fai-Cisl, Uila-Uil) sul tema e consegnato al Ministro. (Francesco Martella)

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