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Master 1000 Indian Wells

Imbattibile Djokovic

Il serbo Novak Djokovic ha vinto anche il torneo Master 1000 di Indian Wells, portando a 20 i successi consecutivi nel 2011, per lui ancora senza sconfitte
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Imbattibile. Nessun altro aggettivo qualifica meglio il Novak Djokovic di quest'inizio di stagione. 20 match giocati tra tornei Atp e Coppa Davis; altrettanti successi, che gli sono valsi l'Australian Open (secondo titolo del grande Slam in carriera), Dubai e ieri anche Indian Wells. Sono 20 i successi consecutivi nel 2011, per lui ancora senza sconfitte. Statisticamente è il miglior inizio da 20 anni a questa parte, bissando i successi che nel 2003 avevano portato Agassi a vincere Australian Open, un torneo 500 e Indian Wells (ma André perse un match a Scottsdale contro Enqvist, proprio all'esordio nel torneo dell'Arizona). Ieri Novak ha più che confermato contro Nadal la grande prestazione di sabato contro Federer. Se in semifinale aveva dato la sensazione di esser superiore allo svizzero sul piano fisico e della spinta, oltre che della continuità, ieri il serbo ha aggiunto una perla alla sua carriera riuscendo per la prima volta a rimontare un match contro Nadal in cui aveva perso il primo set. Infatti nei vari successi di Djokovic contro Nadal aveva sempre approfittato di una partenza razzo. Stavolta invece il match è stato duro, durissimo, con il n.1 iberico subito a picchiare al massimo grazie al suo dritto potente e carico di spin, con cui ha rubato al rivale quel metro e mezzo di campo necessario a piazzare l'accelerazione vincente. Sostenuto anche da un buon servizio, Nadal ha portato a casa il primo set dopo un susseguirsi di break e contro break a metà parziale. Nadal pareva carico, tonico, lungo nello scambio e molto attento a non lasciare spiragli contro il rovescio del serbo, il colpo migliore. Nel secondo set il copione pareva lo stesso: scambi durissimi, conclusi più con errori "forzati" che winner, ma intensità agonistica alle stelle. Djokovic strappava con coraggio il servizio a Nadal, approfittando di un leggero calo al servizio del n.1, ma essendo molto propositivo, prendendosi di forza l'iniziativa nello scambio nei momenti decisivi. Colpo di coda di Nadal, che però subisce ancora al servizio. Sul 5-3 per Djokovic, un game lunghissimo decide di fatto il destino del match: Nadal annulla 5 set point, Djokovic annulla una pericolosa palla break e finalmente riesce a chiudere il set in suo favore per 6-3. Da qua in avanti l'inerzia del match è tutta a favore del serbo, che infila un parziale di 4 games di fila (6 se sommiamo gli ultimi due games del secondo set), schiantando per una volta Nadal sul piano a lui più congeniale, quello della spinta e della lotta. Un perentorio 6-2 chiude il match a favore di Djokovic, che così vince per la seconda volta in carriera il Master 1000 di Indian Wells. Con i punti accumulati Djokovic è oggi il n.2 del mondo, scavalcando Roger Federer; ma di fatto, non è eresia affermare che il serbo in questo momento è il miglior giocatore del mondo. Dalla finale di Coppa Davis 2010, vinta a Belgrado contro la Francia, Djokovic non ha più perso un match, ha battuto più volte tutti i migliori giocatori del mondo (3 volte di fila Federer, Murray, Nadal), concedendo la miseria di un set qua e la, sempre dando l'impressione di dominare il match dal punto di vista fisico, tattico e agonistico. Uno strapotere raggiunto con un mix esplosivo di forza, reattività, convinzione e potenza. Quelle palle che alcuni mesi fa parevano ancora corte, a volte incostanti, oggi arrivano sulle righe dei rivali precise come sentenze, tramortendo spin vigorosi come accelerazioni piatte. Cosa è scattato nel tennis del serbo? Forse la definitiva maturazione, la consapevolezza della propria completezza tecnica e agonistica; un servizio non "samprassiano" ma quantomeno costante. Costanza. Questa è forse la parola che più racchiude il momento magico del simpatico "Nole". Nel tennis del 2011 il vero winner non è tanto un grande colpo quanto l'essere esplosivo fisicamente, pronto alla lotta, senza gravi lacune tecniche e capace di spingere per ore senza concedere buchi al rivale. In questo oggi nessuno ha costanza di Djokovic, soprattutto sul cemento. Non manca molto all'approdo del grande tennis sulla terra battuta, il "regno" del toro di Manacor, dove nel 2010 Nadal vinse senza macchia tutti i tornei più importanti. Se Djokovic vorrà scalare l'ultimo gradino e detronizzare anche statisticamente Nadal, dovrà essere in grado di dimostrare questa superiorità anche rincorrendo gli spin mortali sul mattone tritato. Più volte Djokovic è arrivato a lottare ad armi pari con Nadal, producendosi in maratone epiche, tutte perdenti. Da Roma, Madrid e soprattutto Parigi passerà la sua sfida alla storia del tennis.

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