italia
skyline
facebook twitter youtube Feed RSS

 

X
  • Notice: Undefined variable: element in _link_sanitize() (line 445 of /var/www/pressflow/sites/all/modules/link/link.module).
  • Notice: Undefined variable: node in theme_fb_social_comments_block_comments_view() (line 116 of /var/www/pressflow/sites/all/modules/fb_social/modules/fb_social_comments/fb_social_comments.module).
  • Notice: Trying to get property of non-object in theme_fb_social_comments_block_comments_view() (line 116 of /var/www/pressflow/sites/all/modules/fb_social/modules/fb_social_comments/fb_social_comments.module).
Presi per il CULInario

Vino: prosa o poesia?

Se il vino è una bevanda che deve sposarsi con il cibo, perché alcuni ne parlano come se fosse SOLO un'opera d'arte?
  • Notice: Undefined variable: element in _link_sanitize() (line 445 of /var/www/pressflow/sites/all/modules/link/link.module).
  • Notice: Undefined variable: node in theme_fb_social_comments_block_comments_view() (line 116 of /var/www/pressflow/sites/all/modules/fb_social/modules/fb_social_comments/fb_social_comments.module).
  • Notice: Trying to get property of non-object in theme_fb_social_comments_block_comments_view() (line 116 of /var/www/pressflow/sites/all/modules/fb_social/modules/fb_social_comments/fb_social_comments.module).
Immagine articolo - Il sito d'Italia

Prosegue la nostra rubrica eno-gastronomica “Presi per il CULInario”, curata da Grenouille. Il nostro oggi si palesa velenoso: in fin dei conti è una sua prerogativa. Oggi il “ranocchio” parla di vino, e lui ne sa abbastanza, e si pone un interessante domanda. Il vino è prosa o poesia? Passategli il linguaggio tecnico, ma almeno non scrive “alla beva si presenta...”.

 

Giorni fa ho letto su un sito la descrizione di un vino. Era stata scritta da una donna che, di mestiere, vende proprio il vino oggetto della sua analisi.

Una descrizione di parte, quindi, ma molto affascinante, almeno a prima vista, e piena di parole scintillanti. “Al colore sembrava un quadro di Matisse - si può osservare nel testo dell’articolo - e poi i profumi…immaginate di trovarvi in un bazar nordafricano…spezie, cuoio, frutti, un’infinita miscellanea di odori di ogni genere”. La semplice descrizione di un vino era diventata una poesia!

Alla fine della lettura, ammaliato da queste belle parole messe insieme in maniera magistrale, mi sono fatto una domanda: ma io per quale arcano motivo dovrei comprare questo vino?

Nella logica che un vino devo, soprattutto, godermelo – a mio dire l’unica prerogativa possibile - sarebbe stata molto più utile una spiegazione rapida e precisa su come fare ad apprezzare le sue caratteristiche, magari suggerendo degli abbinamenti gastronomici adatti a esaltare le sue peculiarità. Purtroppo non ho ricevuto queste informazioni.

Avevo fortunatamente l’occasione di cancellare l’inutilità dell’articolo in questione proprio la stessa sera a cena. Avevo prenotato un tavolo per due persone al ristorante Opera 22 a Prato, chiedendo la possibilità di bere una bottiglia di mia proprietà.

Simone, il responsabile di questo splendido ristorante, aveva accettato la proposta e si era impegnato a studiare e preparare un menù che si adattasse alle sue caratteristiche. La bottiglia in questione era un Vouvray Molleux Domaine Freslier del 1996.

La cena inizia però con un Sauvignon Petruss 2009 dell’azienda Ferrucio Sgubin che voglio assaggiare con Simone. Il primo piatto è un Hamburger di Salmone Selvaggio con del Pancarrè Integrale e Salsa di Yogurt. Un’ottima pietanza e un ottimo matrimonio con la freschezza del Sauvignon che svolge la funzione di “sgrassatore”.

Arriva il primo piatto e noi passiamo al Vouvray. Risotto ai Pistilli di Zafferano, Baccalà e Polvere di Liquirizia. Al primo boccone esplode la delicatezza dello zafferano seguita dai sapori decisi del resto degli ingredienti. Il vino esalta il contrasto fra le parti dolci e quelle più amare del piatto risultando dolce all’ingresso, ma chiudendo col suo tipico tocco minerale. Sembra di annusare un barattolo di miele di acacia seguito da delle albicocche candite, tutto mitigato dalla graffiante vena minerale del vino.

Ecco il secondo piatto. Scaloppa di Fois Gras con Albicocca Candita appoggiati su un Cous Cous e Spuma di Latte. Il fois gras è croccante e morbido e rende la portata un gioco di consistenze e sapori veramente riuscito, esaltato dalla particolarità del Vouvray. Ancora le due essenziali caratteristiche di questo vino si combinano al piatto portando la bocca alla perfetta “pulitura” dopo ogni boccone.

Una cena veramente piacevole resa tale, occorre dirlo, dalla capacità dello staff di Opera 22.

Simone suggerisce anche la possibilità di accompagnare il vino con delle ostriche. La riflessione è giusta anche secondo me e la prossima volta, magari, proverò proprio questo abbinamento.

Ecco, quello che mi sembra più utile, parlando di un vino, è descriverne le sue caratteristiche principali, senza scoprire del tutto il suo potenziale, magari proponendo dei piatti che si sposano bene con Lui.

Il vino è principalmente una bevanda e se non riusciamo ad applicarla al cibo si rischia che resti semplicemente poesia. A me, tuttavia, interessa più la prosa.

Grenouille

Manda i tuoi comunicati stampa a: [email protected]